© La Porta del Sole di Tiziana Marzi (Melly) | 2005-ongoing
Per gli antichi la Porta del Sole era un calendario che scandiva il tempo e il ciclo solare.
Graficamente l’ho immaginata come se fosse un tempio giapponese, perchè era più vicino all’immagine di portale sull’acqua che avevo in mente, disegnarlo come la vera “Intipuncu” non mi piaceva ma ho impresso sul portale uno dei simboli che vi sono realmente incisi e che rappresenta Viracocha, una delle principali divinità inca.
Virachcha era considerato come lo Splendore originario, Il Signore, il Maestro del Mondo.
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Nell’antico Impero Incas, Sacsayhuamàn era la fortezza della città di CUZCO. La piantina della città ricorda la sagoma di un puma e la fortezza è posizionata nel punto in cui si trova la testa. La fortezza dominava la città ed era strutturata in maniera tale da accogliere un’intera guarnigione militare e sopportare un assedio o una qualsiasi situazione di pericolo. Purtroppo fu distrutta, pertanto non esistono immagini che la raffigurano, tuttavia secondo le informazioni riportate era realizzata interamente in pietra e i bastioni erano delle pietre talmente grandi e squadrate che ancora oggi si chiedono come fu possibile la loro realizzazione visto che gli Incas non conoscevano la ruota e non facevano uso di strumenti di ferro e bestie da soma. Ho pensato che una simile suggestiva località fosse esattamente quello che avevo in mente per la fortezza in cui Tari era nata e cresciuta. Nel mio adattamento è però molto meno Incas e molto più fantasy di quanto avrei voluto. Al suo interno risiedono gli Huaminca che, nell’antica lingua Incas significa “soldati fedeli”. Gli huaminca sono di fatto dei soldati dotati di poteri speciali (ESP), appartengono a diversi clan assegnati in base al grado di preparazione del soldato e al livello del proprio potere. La scala gerarchica interna alla fortezza assegna al “Clan Inti” (Inti = sole), il più potente in assoluto, il potere governativo.
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La parola Apu deriva da APUS capo degli spiriti o divinità ed è solitamente rivolto in senso mashile. Apu Wilkamayo è una delle divinità che gli abitanti di Cuzco idolatravano; rappresenta lo spirito dell’acqua che trascina con se i ghiacciai delle montagne innevate e le sue acque sono considerate la linfa vitale delle coltivazioni e di tutte le forme di vita. Essendo l’acqua uno degli elementi fondamentali della storia ho pensato che dare al fiume il nome di una delle divinità che gli Incas adoravano come suo rappresentate fosse la soluzione migliore. Il fiume Wilkamayo getta le sue acque nel lago Wanaco ed è il luogo più importante e suggestivo della storia.
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La fuga di Tari termina nel villaggio Wanaco sulle omonime rive del lago. Il paese è abitato da gente semplice e onesta che teme disperatamente gli huaminca considerati stregoni maledetti. Nel lontano passato era avvenuto più volte che, quando un abitante di Sacsahuamàn capitava nel villaggio, un disastro colpiva i suoi abitanti portando morte e dolore.




